
Il Dzong di Punakha
Il Dzong di Punakha
Secondo dzong del Bhutan, costruito nel 1637 alla confluenza del Pho Chhu e del Mo Chhu, luogo dell'incoronazione dei re Wangchuck e scrigno della sala dei cento pilastri.
Il dzong di Punakha è il secondo dzong costruito in Bhutan, dopo quello di Simtokha. Eretto nel 1637 da Zhabdrung Ngawang Namgyal su una collina a forma di elefante addormentato, alla confluenza dei fiumi Pho Chhu e Mo Chhu, ha ospitato l'incoronazione di tutti i re della dinastia Wangchuck dal 1907. Lungo 180 metri, largo 72 metri e alto sei piani, è uno degli edifici religiosi e amministrativi più imponenti del paese.
Perché visitare il dzong di Punakha
Il dzong concentra quasi quattro secoli di storia bhutanese: incoronazioni reali, vittoria militare contro i tibetani, aggiunte successive di sovrani e persino il dono del settimo Dalai Lama. Al di là dell'importanza storica, l'architettura interna (sala dei cento pilastri, statue del XVIII secolo, pannelli dorati) lo rendono uno dei monumenti più riccamente decorati del Bhutan. La sua posizione, tra i due fiumi ai piedi delle montagne, aggiunge una cornice paesaggistica notevole, in particolare in primavera quando i jacarandà viola fioriscono attorno alla cinta muraria.
Storia del dzong
La costruzione del dzong è iniziata nel 1637 da Zhabdrung, fondatore dello Stato bhutanese unificato, che scelse questo luogo in riferimento alle predizioni del Guru Rinpoché. L'edificio si sviluppa per fasi successive:
- 1676: Gyeltsen Tenzin Rabgye ordina l'edificazione di una cupola d'oro sulla torre centrale (utse).
- 1744-1763: durante il regno di Sherab Wangchuk, vengono realizzati diversi ampliamenti, tra cui il Chenmo e un grande pannello religioso rappresentante Zhabdrung.
- XVIII secolo: Kelzang Gyatso, il settimo Dalai Lama, regala il tetto in ottone che ancora copre l'edificio.
- 1639: una cappella viene allestita per commemorare la vittoria bhutanese contro gli eserciti tibetani; le armi raccolte sul campo di battaglia vi sono conservate.
- 1981: la regina fa costruire un grande chorten accanto all'albero della Bodhi, che ospita una statua del Buddha in illuminazione.
Il dzong ha attraversato diverse catastrofi: incendi, il terremoto del 1897, poi la rottura del lago glaciale a monte del Pho Chhu nel 1994, che danneggiò gravemente l'edificio. Ogni volta, campagne di restauro hanno permesso di ricostruirlo identicamente.
Cosa vedere sul posto
La sala dei cento pilastri
Stanza centrale del dzong, è decorata con affreschi murali che raccontano la vita del Buddha Shakyamuni. Vi si trovano statue in oro massiccio, così come le statue del Guru Rinpoché e di Zhabdrung che risalgono al XVIII secolo. I pilastri stessi portano sculture in legno infiltrate d'oro e pannelli dorati, testimonianza dell'artigianato bhutanese.
Il Machey Lhakhang
Questa cappella ospita la bara sigillata di Zhabdrung. L'accesso è strettamente riservato: solo il re del Bhutan può entrarvi, e due guardiani vegliano permanentemente davanti all'ingresso, giorno e notte. I visitatori possono comunque scorgerlo dall'esterno.
Il chorten e l'albero della Bodhi
Costruito nel 1981 per iniziativa della regina, questo grande chorten si eleva vicino a un albero della Bodhi (fico sacro). Ospita una statua del Buddha al momento dell'illuminazione.
I festival
Due grandi celebrazioni scandiscono l'anno:
- Punakha Drubchen: ricostruzione della battaglia del XVII secolo contro gli eserciti tibetani. I pazaps, milizie tradizionali, indossano i loro equipaggiamenti di combattimento per rivivere lo scontro che ha segnato il consolidamento del regno.
- Punakha Tshechu: celebrato dal 2005, questo festival è stato istituito per preservare l'insegnamento buddhista e completa il Drubchen per diversi giorni di danze mascherate.
Quando visitare
La primavera (marzo a maggio) è la stagione più gradevole: temperature miti nella valle di Punakha, che si trova a un'altitudine più bassa di Thimphu, e fioritura dei jacarandà attorno al dzong. L'autunno (ottobre-novembre) offre anch'esso un cielo sereno. I festival Drubchen e Tshechu si tengono generalmente tra febbraio e marzo, secondo il calendario lunare bhutanese: è il momento più animato per la visita, ma anche il più frequentato.
Informazioni pratiche
- La visita del Bhutan richiede un visto e il passaggio per un'agenzia accreditata, con versamento della Sustainable Development Fee.
- L'accesso all'interno del dzong è limitato ai periodi al di fuori delle sessioni amministrative; alcune cappelle, incluso il Machey Lhakhang, rimangono inaccessibili ai visitatori.
- Abbigliamento appropriato richiesto: spalle e gambe coperte, rimozione di cappelli e scarpe nei santuari.
- Contate 1 h 30 a 2 h per una visita completa dei cortili, cappelle accessibili e dintorni.
Come arrivarci
Punakha si trova a circa 72 km da Thimphu, cioè circa 3 ore di strada attraverso il passo di Dochula (3.100 m). Il Bhutan non dispone di una rete ferroviaria: il tragitto si effettua necessariamente per strada, in un veicolo privato fornito dall'agenzia di viaggio, talvolta in taxi condiviso per i viaggiatori indipendenti autorizzati. Il dzong è situato a valle della città, a breve distanza a piedi dal parcheggio allestito sulla riva del Mo Chhu.
Nelle vicinanze
- La valle di Punakha: risaie terrazzate e villaggi tradizionali.
- Il tempio di Khamsum Yulley: edificio recente che domina la valle, accessibile per una breve escursione.
- Il tempio della fertilità (Chimi Lhakhang): santuario dedicato al lama Drukpa Kunley, a una trentina di minuti dal dzong.
- Il sentiero naturale di Gangtey: escursione nella valle vicina di Phobjikha.
Domande frequenti
Domande frequenti
Includere il dzong di Punakha nel vostro viaggio
Il dzong figura nella maggior parte degli itinerari culturali in Bhutan, spesso associato all'attraversamento del passo di Dochula e a una tappa nella valle di Punakha. Per costruire un percorso personalizzato includendo questa visita, consultate i nostri suggerimenti di viaggio in Bhutan.
Nelle vicinanze
Ti interessa questa visita?
Possiamo includerla nel tuo itinerario personalizzato.








